torna indietro il terzo passo
Passeggiata visionaria attraverso
l’alba, il meriggio e il tramonto del Parco Nord


ideazione e regia di Lorenza Zambon e Sista Bramini

nel tempo hanno partecipato:
creazioni teatrali di
Casa degli alfieri
, O'Thiasos TeatroNatura, Erbamil,
Compagnia Nut, Teatro e Immagine, La Casa di Gondrano
i micro-manifesti di Luca Mercalli,Maurizio Pallante, Lombardi Vallauri
la geopoetica di Matteo Meschiari
la musica di Carlo Actis Dato, Camilla Dell’Agnola, Silvia Balossi
in “scena” Erica Baggi, Silvia Balossi, Sista Bramini, Fabio Comana, Camilla Dell’Agnola, Michele Eynard, Francesca Ferri, Manuel Gregna, Maria Mazzei, Federica Molteni, Eva Paciulli, Filippo Schillaci, Valentina Turrini, Lorenza Zambon, Adriana Zamboni

  • Note sullo spazio
 

Evento itinerante, durata indicativa tre ore

Ci si ritrova, innanzitutto, in un antica nobile villa che ora è un albergo elegante con giardino, rimasto incuneato fra due arterie stradali. Può essere la mattina prestissimo quando è ancora buio, o nel sole del pomeriggio, o verso sera quando il sole comincia a calare. Si riceve ognuno un “sacco da viaggio” di juta, per sedersi, e una mappa con indicazioni “segrete”.

Si parte tutti insieme, seguendo una guida; si attraversa un’ardita, recentissima passerella che attraversa una strada a sei corsie, eternamente rimbombante. …. E si arriva al di là.

Di là un luogo diverso , sconosciuto o da guardare con occhi nuovi. Il limitare di uno spazio enorme, seicento ettari, verdissimi, spalancati proprio in mezzo a quella che è un’unica densissima metropoli.

E si parte, quindi, per una lenta, lunga passeggiata. Ci si imbatte in una “collana” di piccoli eventi di natura diversa:musica, apparizioni, racconti sulla storia “profonda” del luogo, “micro-manifesti” sul futuro del pianeta, esperienze di percezione, frammenti di poema epico sulle “Memorie della biosfera”, strani personaggi in bicicletta che vanno “alla ricerca del genio scomparso”, canti in cammino sui miti delle stelle ….

Una collana di eventi che ne formano uno solo, un gruppo eterogeneo di artisti legati da un filo comune, nessuno interprete od esecutore ma tutti “autori”, con la propria sensibilità e i propri “modi”.
Niente elettricità, nessuna tecnologia, , nessun “effetto”: il luogo così com’è, con la sua luce, i suoi suoni e anche suoi rumori, non solo scenografia ma parte fondante dell’atto artistico.

Un esperimento di teatro del luogo, non una “visita guidata”, ma una passeggiata che va a fare “anima di paesaggio” …

…proprio di questo: un “nuovo paesaggio” progettato, “costruito” ma che ora sta crescendo, naturalmente, perché cresce la sua foresta, piantata sopra ad una fabbrica, perché ci sono sempre più persone che con questo posto creano legami, perché sta crescendo un po’ alla volta anche lo “spirito del luogo”. Ecco di questo “genius loci” appena nato, ancora bambino, si va in cerca, per vedere se il teatro riesce ad evocarlo ad aiutarlo a manifestarsi …. Per scoprire/suggerire , a bassa voce, “giocando”, che un grande parco metropolitano non serve solo alle moltissime, irrinunciabili cose a cui tutti sappiamo che serve … ma che forse, anche nella sua natura-artificiale, c’è o si può cercare una possibilità più profonda, più intima, personale di riconnessione con il nostro pianeta che vive …

Una creazione collettiva che unisce in un unico evento omogeneo diversi approcci poetici all’arte nella natura e diverse tecniche espressive (il teatro, la narrazione, la poesia, la musica, la danza, il canto, la realizzazione di installazioni e opere con elementi naturali).
Uno spettacolo itinerante che trae dal luogo la sua ispirazione e che lo percorre in maniera dolce e non invasiva, ecologica, a impatto zero (uso limitatissimo di corrente elettrica, strutture, palchi, platee). L’azione artistica investe il luogo rivelandone le caratteristiche immediate e quelle più profonde, fondendosi con il suo aspetto, con gli esseri che lo popolano, con i suoi tempi, le sue luci e i suoi suoni.
Il suo scopo è offrire al pubblico partecipante un’esperienza che si gioca nella lunga durata, nell’andare lentamente, nel guardare con calma, nel ritrovarsi in luoghi naturali in orari insoliti, nell’avere il tempo di stupirsi, nel guardare un luogo noto con occhi nuovi, nell’incontrare un luogo sconosciuto e ritrovarlo intimo.