torna indietroIl giardino sacro

ideazione e regia di Lorenza Zambon
di e con Patrizia Camatel, Mariangela Celi, Fiona Sansone, Lorenza Zambon
musiche composte ed eseguite dal vivo da Carlo Actis Dato
produzione: Teatri del Sacro / casa degli alfieri
  • Rassegna stampa

Vi regaliamo un seme TVSAT 2000
Canto di ringraziamento TVSAT 2000
Carlo Actis Dato per IL GIARDINO SACRO
ecosistema di batteri
credo

“Il giardino sacro” è tra gli spettacoli vincitori di “Teatri del Sacro 2011”

presentazione di Fabrizio Fiaschini per Retroscena TVSAT 2000

video presentazione di Fabrizio Fiaschini per Retroscena TVSAT 2000

L’esperienza dell’incontro con “la natura” può portarci, (sì, proprio noi, adesso) ad un’esperienza del “sacro”?
Di che “sacro” stiamo parlando?

Ci sono luoghi che sono come porte. Quali sono questi luoghi per noi, persone in scena? E per voi?

Noi siamo la specie più importante dell’universo?

Cosa hanno a che fare sacro e selvatico?
Hanno pratiche comuni? Ascoltare, comunicare oltre ai confini fra le specie, ringraziare? Esultare?

Dov’è il giardino? E il giardiniere?

Il tempo è breve. Ci permettete di farvi un regalo?

Radice del progetto è l’incontro fra Lorenza Zambon (attrice-giardiniera che esplora da tempo la relazione fra teatro e natura) e un gruppo di giovani artiste che si sono appassionate alla
ricerca di un teatro “fuori dai teatri”, in senso fisico ma soprattutto poetico ed etico, volto a propiziare la comprensione, non solo razionale, di punti di fuoco su cui si possa basare un nuovo e più responsabile pensiero/sentimento della natura, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale che il contatto profondo con "la natura" implica inevitabilmente.

Il testo: drammaturgia originale di Lorenza Zambon basata su un lavoro di ricerca comune che ha preso le mosse dall’ esperienza personale delle artiste coinvolte, si è sviluppato sperimentando l’andare in natura, il fare anima di paesaggio, il coltivare i luoghi e, soprattutto, condividendo la pratica meditativa del giardinaggio; si è poi rafforzato e strutturato grazie alle suggestioni , ai riscontri e ai confronti con le opere di autori che hanno indagato la relazione con la natura in ambiti molto diversi quali Gary Snyder, Raimon Panikkar, Fritjof Capra, Pia Pera, Giuseppe Barbera, Ernesto e Adriana Giorgetti, Matteo Meschiari.
La creazione de “Il giardino sacro” si avvale inoltre della preziosa collaborazione di Carlo Actis Dato, grande e appassionato musicista, compositore ed esecutore dal vivo delle musiche.

La forma: questo è un teatro in cui interpreti e pubblico si guardano negli occhi.
“Il giardino sacro” non prevede una scenografia ma piuttosto un’installazione vegetale vivente: un orto-giardino temporaneo realizzato con supporti ottenuti con materiali poveri e di riciclo (cassette di plastica da vendemmia o da raccolta di olive, bottiglie, ecc.); uno spazio amichevole e conviviale in cui attrici e pubblico possono condividere con semplicità e divertimento un’esperienza comune e contemporaneamente un piccolo paradigma replicabile di orto metropolitano “del terzo millennio” trasportabile e realizzabile ovunque.

Note sullo spazio
Questo spettacolo è concepito per essere rappresentabile sia in teatri e spazi tradizionali attrezzati, sia in luoghi privi di qualsiasi struttura, al chiuso e all’aperto.