torna indietro naturalmente arte - il festival

2017 2016
2008

Naturalmente arte” è il primo e forse ancora l'unico festival italiano profondamente dedicato al rapporto fra il teatro e la natura. Ideato da Lorenza Zambon nel 2001 da allora continua a crescere e a germogliare, alla ricerca di un teatro “fuori dai teatri”, che sia catalizzatore emotivo e poetico delle relazioni fra gli uomini e la "natura", il luogo in cui abitano, il pianeta di cui fanno parte. Si tiene annualmente sia in Monferrato, nelle aree naturali dell'Ente Parchi Astigiani, sia a Milano all'interno del Parco Nord.

Un festival "vegetale"
di Lorenza Zambon

Un po’ alla volta , nel tempo, questo festival sta assumendo strane caratteristiche, che cominciano ad apparirmi quasi“ biologiche”; per come si espande, per esempio, in maniera direi “rizomatica” ... e per come si evolve, soprattutto, quasi andando oltre il nostro stesso progetto, ibridandosi sempre di più, creando addirittura simbiosi inedite fra specie diverse fino a creare quasi un “essere complesso”, una specie di lichene.

Il festival è germogliato sulle colline del Monferrato (dove tuttora si sviluppa trasferendo il suo “Villaggio mobile di azione artistica” fra boschi in pericolo o riconquistati, vigneti, ex-discariche rinaturalizzate). Ha emesso poi una propaggine “metropolitana” al Parco Nord di Milano dove ha allignato e si è radicato adattandosi ad un’idea di “natura” e di “paesaggio” completamente diversi, quelli che si possono avere dall’interno di questo incredibile spazio nel mezzo di una metropoli, questi 600 ettari di “nuovo paesaggio” di “foresta urbana”, uno scarto quasi perturbante, per certi versi, ma anche potentemente suggestivo.
Da allora due Enti Parco con caratteristiche specifiche e collocazioni diverse, il territorio collinare, il contesto metropolitano, collaborano per creare, attraverso l’arte ed il teatro, un evento di emozione e di festa in relazione con la natura, una nuova forma di riflessione collettiva che ben integra ed arricchisce la loro potenzialità e funzione di centri della riqualificazione ambientale ed umana.

A Milano il festival ha sperimentato, ha intessuto relazioni ed alleanze, effettuando un “salto di crescita” ed intraprendendo contemporaneamente un’opera di colonizzazione lanciando ramificazioni verso altri parchi ed altre realtà teatrali della regione. Si è infatti creata una “rete per il teatro-natura” che ha coinvolto nuove situazioni ognuna formata da una realtà teatrale ed un Parco o zona protetta. (Piccolo Parallelo - Parco Oglio Nord - Parco Oglio Sud; Teatro delle Selve - Riserva Sacro Monte d’Orta; Teatro Telaio - zone protette delle colline bresciane; Compagnia ) ognuna delle quali oggi realizza sul suo territorio successive tappe del festival nonché specifici progetti creativi .

E’ nel corso di questo processo che il festival ha trovato una sua particolare “evoluzione ibrida”... (....) vorrei almeno nominare alcuni elementi che gli danno il "carattere".

Quale teatro, innanzitutto. “Naturalmente arte” ricerca e propone un teatro “fuori dai teatri”, che, al di là delle diverse scelte espressive, voglia essere catalizzatore emotivo e poetico delle relazioni fra gli uomini e la natura, il luogo in cui abitano, il pianeta di cui fanno parte.
Nella quasi totalità gli eventi teatrali proposti sono spettacoli “ecologici” pensati per essere svolti in luoghi naturali senza “rovinarli” (non si usano stutture, palchi, impianti illuminotecnici) , che non sprecano energia, che ricercano con diversi approcci una relazione diretta ed intima con gli spettatori e con il luogo. ( ........)

Accenno solo a una delle proposte teatrali perchè è una "produzione speciale" di Naturalmente arte, un'opera che tende ad “uscire dai confini”tanto da rendere difficile definirlo “spettacolo”: Il terzo passo. Passeggiata visionaria nell’alba, nel tramonto e nella notte del Parco.

Un evento itinerante che dura circa tre ore, una creazione originale per il Festival presentata nel 2007, e che siamo felici, data l'ottima risposta, di riproporre nelle edizioni seguenti e future: un’esperimento di “teatro del luogo” che diventa patrimonio del luogo. Gli orari sono insoliti, l’alba o il tramonto, per far ri-vivere ai partecipanti tutte le variazioni determinate dai passaggi fra la notte e il giorno e viceversa in un grande parco e nella metropoli che lo circonda, nei suoni, nella luce, nell’attività degli umani e degli animali che li popolano. Una creazione collettiva che ho ideato e coordinato assieme a Sista Bramini, composta con le creazioni di attori di diverse formazioni (Casa degli alfieri, O'Thiasos TeatroNatura, Erbamil), i contributi testuali del poeta Matteo Meschiari, il sax del grande jazzista Carlo Actis Dato, i canti e le composizione per strumenti antichi di Francesca Ferri, Camilla Dell’Agnola, Silvia Balossi e, a sorpresa, i “micro manifesti” di alcuni ospiti speciali (.... sono già venuti "in scena" con noi Luca Mercalli, Maurizio Pallante, Luigi Lombardi Vallauri , Matteo Meschiari....)
La storia profonda di un “nuovo paesaggio” costruito dall’uomo, insieme un’indagine visionaria sull’abitare il pianeta. Un’esperienza di allargamento della percezione e di “nuovo sguardo” sull’agire umano.
Un’esperienza che si gioca nella lunga durata, nell’andare lentamente, nel guardare con calma, nel ritrovarsi in luoghi naturali in orari insoliti, nell’avere il tempo di stupirsi, nel guardare un luogo noto con occhi nuovi, nell’incontrare un luogo sconosciuto e ritrovarlo intimo, nello scoprire che dentro ad ogni paesaggio c’è una possibilità di riconnessione con il nostro pianeta vivente.
Non una visita guidata ma “ una passeggiata che va a fare anima di paesaggio”(secondo l’ispirante espressione di Lombardi Vallauri ).
Altro aspetto caratterizzante di “Naturalmente arte”, un’altro modo di “uscire dai confini” è quello di intrecciare strettamente il programma artistico con quella che abbiamo nominato L’accademia del bagolaro in omaggio al grande albero sotto cui alcuni “maestri di pensiero” sono stati invitati a comunicare le loro riflessioni, idee ed insegnamenti ad un pubblico variegato e non specialistico. Questa ambientazione è stata scelta con l’intento esplicito di indurre modalità comunicative dirette e quasi “antiche”. Ad oggi abbiamo parlato di energia e di futuro con Jeremy Rifkin, delle sfide della sostenibilità con Mario Tozzi , di quel che ci insegnano i cambiamenti climatici con Luca Mercalli, di "decrescita felice" con Maurizio Pallante, di “critical garden” con Michela Pasquali e molti esponenti del movimento, di giardinaggio “contro il giardino” con la scrittrice Pia Pera, e il paesaggista Antonio Perazzi, di "meditazione di paesaggio" con Luigi Lombardi Vallauri, di geopoetica con Matteo Meschiari, di "paesaggio sonoro" con Giovanni Arpini e Guido Pinoli , di fabbrica e di amianto con Ulderico Pesce ....

Vediamo l’Accademia del bagolaro anche come un’occasione per evidenziare e rinsaldare il legame fra teatro della natura e alcuni dei temi più interessanti del dibattito ecologico ed ambientale, per offrire al pubblico partecipante momenti di riflessione inconsueti e veramente multidisciplinari, per fornire agli artisti presenti utili e stimolanti elementi di supporto teorico, per far scoprire a personalità centrali del dibattito ecologico ed ambientalista le intuizioni e le capacità comunicative insite nella pratica del teatro-natura.

Ho accennato ad alcuni elementi ricorrenti nei nostri programmi ma non posso facilmente esplicitare quello che secondo me è il carattere più sorprendente e prezioso di questo festival: la scoperta dei “fili” nascosti, delle corrispondenze e delle assonanze, alcune ricercate e volute e molte altre impreviste. E’ per questo che mi piace quando chi partecipa al nostro Festival vuole prendersi del tempo, non segue un singolo spettacolo o incontro, ma prova a “stare”, ad attraversare le ore del festival e del parco insieme a noi per scoprire quel che risuona fra il luogo e le diverse presenze e azioni, apparizioni e discorsi .......
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